Il presente studio lascerà non approfonditi molti temi, che ci riproponiamo di trattare decentemente in seguito. Lo scopo di questo è dare un’idea di base e dei punti di partenza a chiunque sia interessato e chiunque voglia andare oltre gli sterili idealismi derivatici dalla nostra ignoranza di questi tempi.
Niente nel Creato può prescindere dalla dualità, tutto rientra quindi in un sistema duale dove si presenta un opposto, assoluto o relativo. Quel che sembra però sfuggire ai più è che in ogni dualismo esistono un termine dominante ed attivo ed uno sottostante e passivo. Dove c’è dualità c’è quindi asimmetria. Nel dualismo luce – tenebre, ad esempio, la luce è dominante, in quanto il buio più profondo non potrà mai prevalere sulla luce, essendo il buio nient’altro che assenza di luce. Quindi la luce è anche il termine attivo, in quanto sovrasta e squarcia le tenebre. Sullo stesso modello il caos non potrà mai prevalere sull’ordine se non apparentemente, o un qualcosa non potrà mai essere vuoto finché la pienezza, termine attivo, sarà mantenuta.
Alle medesime ineludibili leggi sono sottoposti gli esseri viventi. Nell’umanità il principale dualismo osservabile è la suddivisione in uomo e donna (maschio e femmina). Nonostante il rischio di attrarre pesanti sebbene insensate critiche, non possiamo non osservare e riconoscere in tale dualismo la subordinazione di uno dei due termini, il femminile, all’altro, maschile.
Gli elementi che si possono portare a suffragio di tale tesi sono virtualmente illimitati. Cominciando da aspetti fisici osserviamo nell’uomo una maggiore forza fisica e genitali esteriori, quindi aspetti attivi, mentre nella donna un minore tono muscolare e genitali interni, aspetti chiaramente passivi. La donna accoglie in grembo il figlio, il che porta ad assimilarne simbolicamente la funzione ad un terreno fertile che accoglie le sementi. Aspetti sempre passivi ma che trovano nella manifestazione riscontro meno assoluto e più contingente sono remissività e fragilità caratteriale nella donna, a fronte di tenacia e resistenza dell’uomo. La donna ha solitamente più resistenza a sofferenze fisiche prolungate nel tempo, quindi una sorta di resistenza passiva, mentre l’uomo sopporta meglio forti traumi repentini, resistenza attiva. C’è bisogno di uno stadio di cecità mentale avanzato per non riconoscere che uomo e donna siano plasmati al fine di essere opposti e complementari, per completarsi ed equilibrarsi.
Sia uomini che donne sono persone e come tali hanno molte cose in comune, e condividono molti diritti e molti doveri, ma è evidente la polarizzazione in due termini opposti. Voler dichiarare l’uguaglianza tra i sessi sarebbe come voler dichiarare l’uguaglianza tra un protone ed un elettrone. Qualcuno obietterà che sì, le differenze tra uomo e donna ci sono, ma a livello sociale deve esistere parità assoluta di diritti, doveri e di conseguenza intercambiabilità sessuale nei ruoli. Ora, ai più quest’ultima sembrarà un’affermazione ragionevole, ma ci preme insistere che se è vero che molti diritti e doveri sono i medesimi, una società dove ognuno possa ricoprire qualunque ruolo in completa indipendenza dal suo sesso genera inevitabilmente caos. Il caos nasce dove le Leggi del Creato vengono violate, sebbene questo si verifichi solo in apparenza, in modo illusorio, essendo il Cosmo strutturato in modo da ricondursi sempre ad un nuovo equilibrio in armonia con le Leggi.
Tutto in questo mondo si fonda su dualismi asimmetrici. Un elettrone, pur rappresentando l’opposto di un protone, ha massa inferiore; non solo, ma rispondono a leggi simili, correlate, interdipendenti, ma diverse in virtù della loro simmetria.
Chi mai dichiarerebbe che le particelle subatomiche possano essere invertite, che l’una possa ricoprire il ruolo dell’altra?
Nella Genesi “lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque“. Lo spirito di Dio è la pura essenza, l’Idea. Le acque sono la pura sostanza, la Materia Prima (l’acqua rappresenta molto bene la completa passività, la sua forma è quella che le viene data). La Creazione avviene perché lo Spirito dà forma alla Materia Prima completamente informe.
Riconoscere quel che siamo è il primo e fondamentale passo verso la sconfitta dell’ignoranza che ci affligge.





